Scopri come le indagini di mercato basate sulla raccolta e l’elaborazione dei big data possono contribuire al successo delle strategie del tuo brand.
Si dice che “l’erba del vicino è sempre più verde”, ma come è possibile sapere con certezza se i nostri competitors sono più bravi di noi?
Lo strumento indispensabile per conoscere le strategie degli avversari è l’indagine di mercato. Ovvero, processi di raccolta, analisi e interpretazione dei big data inerenti ad un settore, un mercato o un prodotto/servizio offerto da parte del brand o dei suoi concorrenti.
Attenzione, però, a non confondere le “ricerche di mercato” con le “analisi di mercato”.
Le prime si concentrano unicamente sul consumatore e cercano di percepire il suo apprezzamento del marchio. Le seconde, che tratteremo di seguito, si riferiscono invece agli studi competitivi sulla composizione del mercato e sul confronto tra strategie e risultati dei propri concorrenti.
Cosa sono le indagini di mercato?
Le indagini di mercato rappresentano un pilastro fondamentale per il successo e la sostenibilità delle imprese nel mercato competitivo attuale.
Consistono in un insieme di metodologie e tecniche utilizzate per raccogliere, analizzare e interpretare i big data a disposizione. L’obiettivo è quello di comprendere meglio le dinamiche, i comportamenti e le strategie della concorrenza.
Si tratta di uno strumento indispensabile per prendere decisioni informate, stabilire strategie efficaci ed efficienti e stare al passo con le innovazioni degli avversari. Grazie a una maggiore conoscenza delle best practice dei competitors, infatti, è possibile tarare meglio il tiro per distinguersi agli occhi degli utenti.
Inoltre, pianificando un’analisi competitiva, che si può considerare come un sottoinsieme delle indagini di mercato, è possibile effettuare una puntuale swot analysis. Quest’ultima permette di comprendere meglio i propri punti di forza e di debolezza e le possibili opportunità e minacce che provengono dal mercato.
In che cosa consiste l’analisi competitiva?
L’analisi competitiva è quel processo strategico che ogni brand dovrebbe implementare per valutare e comprendere a fondo il contesto concorrenziale in cui opera.
Si tratta di un’analisi personalizzata di settore che permette di esaminare i prodotti o servizi presenti sul mercato e i fattori e le tattiche adottate che generano le migliori performance.
L’obiettivo è scoprire cosa determini il successo di un brand in un contesto che è in continuo cambiamento. Solo attraverso un monitoraggio costante dei concorrenti, infatti, è possibile ottenere preziose informazioni sul contesto in cui si opera, sulle tendenze e sui piani futuri degli avversari.
Una riflessione importante va fatta, a questo punto, su chi siano i competitors: tutte quelle aziende che propongono sul mercato prodotti simili o alternativi ai propri.
Esistono, però, due categorie di concorrenti. La prima è composta da brand che offrono prodotti con caratteristiche sovrapponibili. Sono facilmente identificabili e rappresentano i concorrenti diretti.
Ma esiste anche la seconda categoria di concorrenti indiretti, ovvero coloro che propongono articoli alternativi che rispondono alle stesse esigenze. Sono aziende più difficilmente individuabili, e per questo anche più insidiose, perché potrebbero conquistare una quota del settore passando “in sordina”. Evitare che ciò accada è uno dei motivi per cui è essenziale l’analisi dei big data del mercato.
Perché è fondamentale fare indagini di mercato
La ragione di fondo per affidarsi a un’analisi personalizzata di settore è l’esigenza informativa. In un contesto dinamico e globalizzato, basarsi principalmente sull’istinto è ciò che di più deleterio si possa fare nella guida di un’azienda.
L’approccio day-by-day poteva forse essere sufficiente in passato, ma la realtà odierna impone una pianificazione delle strategie basata su dati empirici.
Ecco perché l’analisi competitiva che si fonda sui big data è oggi l’unica strada percorribile. A seconda di come i numeri vengono raccolti, elaborati e aggregati, è possibile ottenere informazioni preziose e utili a supportare le decisioni del vertice aziendale.
Ciascuna azienda non può pensare di essere sconnessa dai concorrenti, perché per ogni nuova azione o strategia dei competitors si registrano conseguenze interne in termini di risultati raggiunti.
Per questo motivo, raccogliere i big data sugli avversari significa andare a guardare “l’erba del vicino”, per scoprirne le strategie e pianificare le contromosse. Ciò significa essere proattivi, dei first mover, piuttosto che subire le decisioni dei concorrenti e cercare di imitarli per galleggiare nel mercato.
Come fare un’analisi di mercato step by step
Affrontare un’analisi di mercato è un compito complesso e potrebbe essere considerato scoraggiante, soprattutto se non si ha familiarità con i metodi e le tecniche necessarie per compierlo.
Per “smontare” tale complessità è necessario pianificare il percorso dello studio attraverso tutta una serie di tappe da affrontare con una logica olistica.
Proseguendo step by step sarà possibile avere un quadro generale della posizione del proprio brand sul mercato e decidere, di conseguenza, le strategie migliori per ottenere le performance prefissate.
Tale analisi personalizzata di settore comprende la raccolta e l’analisi dei dati, fino all’interpretazione dei risultati. Arrivando infine all’applicazione pratica delle informazioni raccolte nella definizione degli obiettivi aziendali. Ecco, quindi, i passi per implementare un’analisi di mercato.
1. Individuazione dei concorrenti
Il primo step è predisporre una lista dei propri competitor, tenendo in considerazione sia quelli diretti, che quelli indiretti. Potrebbero poi essere presi in considerazione, per una maggiore profondità di analisi, anche i potenziali concorrenti. Ovvero chi, nel breve termine, potrebbe pensare di ampliare la sua sfera di azione sul mercato.
Stilare la lista potrebbe sembrare semplice, ma così non è perché l’analisi deve essere mirata e circoscritta. È importante identificare quelle 3-5 aziende rilevanti in base al prodotto oggetto di indagine.
Per farlo esistono degli accorgimenti che vanno ben oltre alla semplice ricerca per categoria merceologica. Un’analisi strategica comprende, per fare solo un esempio, la ricerca di chi possiede un dominio simile al nostro, utilizza parole chiave sovrapposte o sta svolgendo campagne promozionali per prodotti simili o alternativi.
2. Raccolta delle informazioni dei competitors
Il secondo step è quello di raccogliere più informazioni possibili su di loro.
Si comincia con quella che potrebbe essere definita una ricerca anagrafica, che prevede vari dati (anno di fondazione, organigramma e compagine sociale, numero di dipendenti, fatturato, ecc…).
Ma questa è solo la punta dell’iceberg perché se di analisi competitiva si tratta, allora è necessario scendere più nei particolari.
Delle prime indicazioni possono essere recuperate sulle funzionalità dei prodotti che propongono, i loro prezzi e le recensioni del pubblico. Ancora più in profondità, si dovranno valutare le loro performance SEO e quelle degli annunci promozionali, studiare le loro pubblicazioni e la loro newsletter, così come i risultati della lead generation.
Insomma, i competitors individuati non dovranno avere più segreti per voi.
3. Analisi dei punti di forza e di debolezza dei concorrenti
Se la fase precedente ha permesso di raccogliere i dati in maniera efficiente, si avrà di certo la possibilità di predisporre una swot analysis che riguarda i propri avversari.
Si tratta di andare ad analizzare i punti di forza e di debolezza dei competitors sotto quattro aree rilevanti, le cosiddette quattro “P” del marketing: product (prodotto), price (prezzo), placement (luogo) e promotion (promozione).
A queste aree tradizionali, è bene aggiungere altre tre “P”: people (persone), process (processi) e physical evidence (evidenza fisica).
Per ciascuno di questi elementi ci si deve porre delle domande sulla qualità, le caratteristiche e le tattiche dei competitors per confrontare le risposte con la propria strategia.
Costruire il proprio vantaggio competitivo
Arrivati a questo punto si hanno tutti gli elementi necessari per costruire il proprio vantaggio competitivo a partire dal posizionamento.
Avendo tracciato una mappa precisa dei propri competitors e del settore, è possibile capire dove collocarsi nel mercato, per costruirsi la propria nicchia.
Dopodiché è il momento di creare la propria identità tenendo conto delle opportunità offerte dal mercato. Si dovrà, quindi, puntare sugli elementi distintivi rispetto alle caratteristiche dei concorrenti studiate nelle fasi precedenti.
Avendo chiaro l’obiettivo che si vuole raggiungere, si devono pianificare le strategie che prevedono la promozione dei contenuti di marketing, la commercializzazione dei prodotti o la mappatura dei touchpoint. Con l’intento di colmare le lacune intercettate nell’analisi personalizzata del settore.
Il segreto dell’analisi competitiva, quindi, è quella di osservare l’erba del vicino e fare meglio.
Cosa sono i big data?
I big data (tradotto “grandi dati”) sono un insieme di valori quantitativi e qualitativi, che vengono generati quotidianamente durante lo svolgimento di una qualsiasi attività (imprenditoriale e non).
Come gli attuali studi di marketing insegnano, le principali dimensioni dei big data sono note come le tre “V”, a cui i recenti sviluppi ne hanno aggiunte altre due. Ma il nocciolo della questione non è la loro classificazione, quanto piuttosto la loro gestione.
Partiamo, per dovere informativo, dalle significative 5 “V”, che restano comunque sempre attuali, e che rappresentano anche le caratteristiche principali e distintive dei big data:
- Volume: quantità (enorme) di dati generati e raccolti quotidianamente;
- Varietà: le fonti sono diversificate per natura (dati quantitativi e qualitativi) e per origine (fonte di generazione);
- Velocità: rapidità con cui i dati vengono generati ed elaborati;
- Veridicità: affidabilità dei dati raccolti;
- Valore: rilevanza dei dati per un valido supporto alle decisioni aziendali.
Appurate le caratteristiche, è necessario chiedersi come gestire questa ondata quotidiana di input. Il problema non è affatto irrilevante. Infatti, alcuni dati sono strutturati, ovvero gestibili tramite fogli di calcolo prestabili, ma altri (soprattutto quelli qualitativi) devono essere esaminati ed aggregati.
Questo è il compito del process mining, ovvero un’analisi competitiva che rileva i dati rilevanti per trasformarli in informazioni utili per il management. Ed è qui, che ci si gioca tutto, proprio sulla capacità di trasformare i big data in informazioni strategiche.
Come sfruttare i big data nelle indagini di mercato
I big data consentono di comprendere in maniera empirica le prestazioni della concorrenza, a partire dal loro posizionamento fino alle pratiche utilizzate lungo tutta la customer journey.
Permettono poi di identificare le tendenze del mercato, grazie all’analisi delle azioni dei competitors e delle reazioni degli utenti target. Questo aspetto è essenziale per intercettare in anticipo le esigenze dei clienti e come la concorrenza si sta muovendo per soddisfarle.
Altro utilizzo utile dei big data è l’identificazione di benchmark e best practice del mercato, da utilizzare per un confronto iniziale rispetto alle proprie prestazioni e per una programmazione strategica.
Non va dimenticato il lato economico. Analizzare i dati raccolti sulle prestazioni del brand e dei propri competitors spinge a una revisione dei processi interni per valutare le eventuali azioni da compiere per ottimizzare i processi e ridurre gli esborsi finanziari.
Infine, finora non si è parlato di clienti, ma sono loro il centro dell’attività di una qualsiasi strategia. L’analisi dei concorrenti permette di offrire loro la migliore esperienza del brand possibile, partendo dalle best practice del momento e cercando di superarle.
Compethink ti offre un’analisi personalizzata di settore
Un’ultima domanda potrebbe riguardare il momento giusto in cui svolgere un’analisi dei big data. La risposta è semplice: sempre.
Serve a una start up, che ha la necessità di testare il mercato per offrire qualcosa di nuovo. Serve a un brand in fase di crescita, per evitare che i competitors trovino punti di debolezza o quote di mercato non presidiate. Serve a un’azienda in piena espansione per reinventarsi e stare al passo con i tempi.
La verità è che per restare competitivi in qualunque fase ci si trovi è necessario aggiornarsi. Mai sottovalutare le nuove tendenze o i trend del momento.
L’analisi competitiva basata su big data permette di adattarsi ai cambiamenti su basi empiriche e proiettarsi sulle tendenze future.
Compethink è nata per la voglia di ascoltare il mondo che cambia, fornendo alle aziende gli strumenti adatti per analizzare tale cambiamento.
Abbiamo ideato un’analisi intelligente competitiva (AIC), perché crediamo che il successo di un brand si misuri sulla soddisfazione del suo pubblico. Per farlo è necessario comprendere appieno quello che oggi gli offre il mercato.
Se anche tu vuoi intraprendere un nuovo percorso di conoscenza del mercato e dei tuoi competitors appannaggio del tuo target, siamo a disposizione per farlo insieme.



